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Musica

PROGETTO:  “MUSICA E CORPO”

     LABORATORIO MOTORIO MUSICALE ED ESPRESSIVO

Progetto didattico a cura della prof.ssa Carla Conti, docente di Musica nella scuola secondaria di primo grado.

 

 ALUNNI A CUI SI RIVOLGE IL PROGETTO

Alle classi 5° della scuola primaria e alle classi 1°, 2° e 3° della secondaria nei confronti di tutti gli alunni e in modo speciale agli alunni diversamente abili, BES, DSA e stranieri.

Il laboratorio si incentra sull’espressività corporea intesa come rapporto fra il corpo, lo spazio e il tempo.

Tende a conferire la presa di coscienza del valore del corpo attraverso il movimento e l’esplorazione delle qualità del suono, delle sue articolazioni e strutture, promuovendo l’espressione della personalità come condizione relazionale, operativa, creativa, e comunicativa.

Il laboratorio si propone altresì, il recupero di alunni diversamente abili, alunni certificati e soprattutto si rivolge a quella fascia di alunni che pur non “ufficialmente certificati ” rappresentano la categoria più debole, delicata e sfuggente nell’ambito del gruppo – classe.

DOCENTE COINVOLTO

Il laboratorio è condotto dalla prof.ssa Carla Conti, coadiuvata da insegnanti di sostegno, insegnanti curricolari e A.E.C.

DESTINATARI

Tutti gli alunni che necessitano di una crescita affettiva e sociale, di un ulteriore sviluppo delle capacità cognitive e di una ricerca di mezzi espressivi meno convenzionali, più ricchi e personali.

Per gli alunni con problemi (funzionali o psicologici) per consentire il recupero di esperienze incomplete del loro sviluppo psico – motorio al fine di raggiungere un livello migliore, grazie a stimoli mirati e precisi che favoriscono adattamenti rapidi e corretti.

STRUMENTI E MODI

Le attività consentono esercizi e giochi ” aperti”, cioè non codificati da regole fisse circa il movimento e gli interventi sonori:

  • facilitano l’interazione con gli altri favorendo e promuovendo l’incontro, la comunicazione, la relazione interpersonale;
  • sollecitano la creatività, in quanto gii alunni vengono coinvolti in una serie di proposte diverse che li invitano a muoversi ad improvvisare sequenze sonore, a “giocare” con gli strumenti, con la voce, con i movimenti corporei e a ideare situazioni;
  • invitano all’espressione, non costretta entro vincoli o schemi prefissati, ma liberatoria;
  • favoriscono l’autonomia, in quanto gii alunni vengono posti di fronte a problemi da risolvere.

Verranno utilizzati strumenti a percussione, corpo, voce, spazi possibilmente ampi, registratore, melodie registrate.

USO SPECIFICO DELLA VOCE

Contrariamente a quanto di solito si crede, ci sono moltissimi modi di utilizzare la voce la quale, nelle attività musicali, non è emessa soltanto sotto forma di espressione ben modulata o di canto, bensì anche sotto altri aspetti.

Bisogna intanto fare delle premesse.

Si deve permettere all’alunno di esprimersi senza rigidi condizionamenti, ciò ha un alto valore liberatorio, che per il ragazzo è quanto mai positivo perché vengono attenuati o annullati

condizionamenti e repressioni, blocchi o rifiuti apparentemente incomprensibili.

Tutto ciò ha grande influenza sul linguaggio e sui rapporti interpersonali tra comportamento e attività ideativa, fantasia e conseguente traduzione in linguaggio sia scritto che parlato.

In questi casi, un linguaggio alternativo di forte carica liberatoria, come è quello musicale, può essere valido soprattutto se riuscirà a stimolare non soltanto un libero atteggiamento ritmico e gestuale ma anche vocale.

E’ importante tener presente che tutti i giochi musicali, possono essere guidati, dopo qualche tempo, anche dai ragazzi stessi a turno ( ritmica, improvvisazione, canto) soprattutto da quelli problematici per dare loro un forte stimolo all’autonomia, all’autostima e alla socializzazione.

OBIETTIVI

La musica può favorire e stimolare atteggiamenti che possono poi concretizzarsi anche in acquisizioni dei tutto diverse da quelle musicali ( acquisizione di sicurezza, superamento di fragilità emotiva, consolidamento di alcuni concetti di apprendimento fondamentali, spinta alla socializzazione, rimozione di cadute motivazionali e cosi via).

In base a questa osservazione, gli obiettivi opportuni, anche se non riconducibili a tutte le situazioni mi sembrano i seguenti:

  • favorire occasioni di socializzazione – integrazione, nel senso di relazione – comunicazione;

promuovere ai massimo, l’autonomia del soggetto;

-sollecitare l’espansione della creatività anche ai fine di una comprensione della realtà circostante;

-scoprire, mediante la conoscenza e l’utilizzo del corpo a fini creativi ed espressivi, la manualità e quindi la capacità di operare manualmente, dì fare, di eseguire partecipando.

VERIFICA

Deve essere necessariamente conseguente agli obiettivi previsti.

Ciò non è semplice soprattutto per le attività indicate, che sono basate sull’invenzione, seppure parziale.

Tuttavia è possibile riscontrare il raggiungimento degli obiettivi, osservando il comportamento dei ragazzi nel lavoro e nel gioco di animazione e constatando se essi abbiano migliorato, rispetto ai punto di partenza.

Per sintetizzare:

  • situazione iniziale, analisi dettagliata del gruppo – ciasse o dei ragazzi singoli;
  • socializzazione;
  • coinvolgimento personalizzato nella partecipazione;
  • produzione e riproduzione sul piano corporeo e vocale;
  • correzioni eventuali da proporre all’intero progetto, in relazione ai risultati osservati ed ottenuti.

Un tipo di verifica, magari a conclusione di un lavoro condotto sistematicamente per un certo tempo, potrebbe essere la realizzazione di una sequenza di lavoro, che dovrebbe prevedere più momenti di attività, naturalmente svolte con una certa frequenza e nelle quali il ragazzo abbia già avuto momenti di ripetuto incontro.

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“IL PIANOFORTE E I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI”

Progetto didattico a cura della prof.ssa Antonella Leombruni, docente di Musica nella scuola secondaria di primo grado.

ALUNNI A CUI SI RIVOLGE IL PROGETTO

Il  progetto, che prevede lo studio del pianoforte, è stato pensato,  in particolare, per quegli alunni che presentano situazioni di criticità e riconosciuti dalla scuola con BES: alunni con disabilità, DSA,  ADHD, DOP, borderline cognitivo,  nonché   gli alunni in situazione di disagio scolastico legato a difficili realtà economiche, sociali e/o culturali/linguistiche. Quindi, per la scelta dei partecipanti al corso, al di là delle attitudini musicali dell’alunno, spesso presenti ma nascoste, verranno tenute in considerazione le sue reali difficoltà di inserimento in un contesto scolastico di studio, di relazione, di responsabilità e di crescita.

 

FINALITA’ EDUCATIVE

Attraverso lo studio dello strumento il ragazzo verrà aiutato a  prendere coscienza delle proprie risorse e verrà stimolato a scoprire e rinforzare le sue capacità. Grazie ad una metodologia mirata, l’allievo imparerà a suonare il pianoforte e, alla fine del percorso, potrà eseguire piccoli brani pianistici tratti dal vasto repertorio didattico, inserendosi attivamente in saggi di musica d’insieme durante e/o alla fine dell’anno scolastico, dando prova dei personali risultati raggiunti. Non è indispensabile lo studio a casa sullo strumento in quanto l’alunno potrà esercitarsi durante le ore curricolari di musica della mattina. Confrontarsi e condividere  con i compagni di classe quanto appreso costituirà un momento importante di inclusione e partecipazione.

 

TEMPI E MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEL PROGETTO

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, dato il carattere individualizzato di questo tipo di studio e le varie problematicità che dovranno essere affrontate, si ritiene opportuna la partecipazione di uno/due alunni l’ora, da svolgersi il pomeriggio e per l’intero anno scolastico, ferma restando la possibilità di modificare i tempi di frequenza in base alle necessità degli alunni. La lezione prevede fasi di ascolto, di pratica individuale e musica per pianoforte a quattro mani con l’insegnante e in seguito con il compagno di studio.

 

STRUMENTI NECESSARI

La scuola dispone di una tastiera elettronica professionale e di un pianoforte verticale nel plesso di Sesto Miglio mentre nel plesso di S. Godenzo la scuola ha un ottimo pianoforte verticale “Anelli” che necessita però di un accurato restauro.

Quindi le lezioni di pianoforte, considerata la spesa per ristrutturare quest’ultimo, potranno svolgersi nella sede di Sesto Miglio utilizzando il pianoforte verticale situato nell’Aula Magna che, naturalmente, dovrà essere accordato come da ordinaria manutenzione. Si  prevede l’uso anche della tastiera elettronica.