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Peer Tutoring – Progetto di Rete

Rapporto di autovalutazione del progetto “Intercultura nella continuità”

a.s. 2016-17

A cura della prof.ssa Anna Laura Cesarano

 

Risultati del monitoraggio

Nei mesi di febbraio e marzo si sono tenute quindici lezioni di peer-tutoring tra gli alunni dell’Istituto Comprensivo e alcuni studenti del terzo e quarto anno del liceo F. De Sanctis, nell’ambito del progetto intercultura nella continuità che è stato avviato due anni fa. Al corso hanno partecipato oltre trenta ragazzi, anche se non tutti in modo sistematico. Gli studenti del De Sanctis hanno aderito in gran numero, tanto che il rapporto tra alunno e tutor è sempre stato di uno a uno, quando non addirittura due o più tutor per alunno. Proprio l’adesione così massiccia al progetto da parte degli studenti del liceo ha permesso di proseguire il corso per altre cinque lezioni, arrivando a realizzare quindici incontri rispetto ai dieci previsti inizialmente.

Il progetto fin dal suo inizio è stato rivolto agli alunni, possibilmente stranieri, che presentavano difficoltà nello studio, in particolare sono stati selezionati quegli alunni delle classi seconde il primo anno e delle classi terze il secondo anno, che non avevano sviluppato ancora un metodo di studio adeguato. Anche quest’anno sono stati individuati alunni con le stesse carenze, ma grazie all’adesione molto numerosa dei tutor, come già detto, si è potuto allargare il gruppo di studio e far partecipare sia gli alunni delle seconde che delle terze. Quest’anno gli studenti si sono organizzati autonomamente in piccoli gruppi di due o tre ragazzi provenienti dalla stessa classe che venivano sostenuti da due e/o tre tutor per gruppo.

I docenti della scuola secondaria di primo grado, sulla base dell’esperienza pregressa e delle esigenze dei loro alunni, hanno raccomandato che venisse dato aiuto e sostegno soprattutto per le materie orali, proprio per favorire l’acquisizione e/o lo sviluppo di un metodo di studio efficace. I nostri studenti spesso hanno strumenti carenti per quanto riguarda la comprensione, l’analisi e la sintesi di un testo. Si è voluto incoraggiare inoltre la ripetizione ad alta voce per conseguire maggiore dimestichezza e scioltezza con l’esposizione orale, che è uno dei punti da rafforzare, soprattutto se gli alunni provengono da famiglie non di madrelingua italiana. Nonostante queste richieste, diversi ragazzi hanno preferito farsi aiutare nello studio della matematica, la maggior parte invece si è orientata sulla storia.

Alla fine del corso è stato chiesto ai ragazzi di rispondere a un test di valutazione, lo stesso proposto in passato per permettere un raffronto tra le altre due esperienze. Hanno risposto 34 alunni, la quasi totalità dei partecipanti.

L’analisi dettagliata del questionario e il raffronto con i risultati di quelli degli scorsi anni hanno evidenziato che l’esperienza viene considerata positiva dai ragazzi, anche se in misura minore rispetto alle pregresse esperienze. Mentre negli anni passati i risultati erano estremamente positivi, quest’anno invece la soddisfazione rispetto a quanto fatto non è stata così entusiasta. Anche il rapporto con i tutor e soprattutto la loro preparazione non sempre sono stati valutati soddisfacenti. I motivi di tale giudizi non sono chiari, perché nella valutazione generale gli alunni hanno risposto più che positivamente e soprattutto sostengono di aver migliorato il loro rendimento scolastico che era l’obiettivo principe del progetto. Come mai allora giudizi non sempre buoni? Probabilmente i partecipanti sono stati più numerosi e sicuramente ciò ha comportato una maggiore confusione. Spesso gli studenti del De Sanctis ancora non avevano affrontato gli argomenti trattati e quindi si sono mossi sulla base dei loro ricordi e sulla lettura del libro di testo delle medie, questo forse è stato percepito dagli alunni della scuola secondaria di primo grado come un elemento di scarsa preparazione. Osservando i risultati analiticamente si evince anche che il livello dei tutor non era omogeneo, alcuni studenti sono infatti rimasti entusiasti. Infine l’osservazione del lavoro da parte dei docenti e soprattutto la partecipazione costante di molti alunni fa valutare più che soddisfacente il risultato del progetto. Tale opinione è confortata anche dall’atmosfera più che serena che si è creata durante gli incontri.

Dati questi risultati, si propone di proseguire il progetto anche il prossimo anno scolastico. Si suggerisce inoltre di proseguire l’attività svolta quest’anno dedicata allo studio delle materie orali.

Analisi dei risultati del peer-tutoring

Al corso hanno partecipato anche se alcuni in modo saltuario 36 studenti. La prima parte del progetto si è articolata in due incontri a settimana e mentre nella seconda tranche si è limitato il progetto a una sola volta alla settimana. Gli alunni hanno dichiarato per due terzi di aver frequentato con costanza (sempre 34%, quasi sempre il 33%), mentre un terzo solo in modo saltuario (v. fig. 1).

Il primo blocco di domande riguarda il rapporto con i tutor e le aspettative nei confronti del corso. Analizzando le singole domande (v. fig.2) si evince che i ragazzi sono rimasti abbastanza soddisfatti del corso (il 62,5% ha dato una risposta positiva), ma una buona parte non giudica positivamente l’esperienza; inoltre poco più della metà ritiene di aver ampliato le proprie conoscenze personali e oltre il 60% non considera questa modalità di studio sufficientemente valida. Nonostante questa valutazione poco lusinghiera, più della metà degli studenti sostiene di aver migliorato il proprio rendimento scolastico. Gli alunni reputano comunque di aver capito gli argomenti trattati. 

Negli anni passati, invece, gli alunni erano più soddisfatti della modalità dello studio e meno però del miglioramento scolastico. Anche il rapporto con i tutor non è stato considerato così positivo come negli scorsi anni, quando la maggior parte degli alunni considerava i loro tutor competenti e ben preparati. Quest’anno invece poco meno del 40% li ritiene competenti, il 25% considera la loro preparazione appena sufficiente e il restante addirittura poco preparati. Risultati analoghi anche per quanto riguarda l’adeguatezza allo stile della comunicazione, mentre considerano le spiegazioni dei tutor conformi a quanto ascoltato in classe (v.fig.3).

Il secondo blocco di domande riguarda la valutazione di quello che è successo durante il corso (v. fig.4), i quesiti quindi ripropongono quanto già chiesto nel primo gruppo, ma per evitare automatismi le domande prevedono una risposta negativa se si è soddisfatti. La valutazione in questo caso ha dato esiti non sempre in linea con quanto affermato prima. In genere non sono emersi giudizi né positivi né negativi. La soddisfazione degli studenti così come l’insoddisfazione è stata equivalente sia per la sensazione di perdere tempo, sia per la comprensibilità di ciò che andava fatto. Stesso risultato anche per quanto riguarda la sensazione di sentirsi guidato e aiutato dai tutor (25% per ogni risposta). Non troppo positiva è stata anche la valutazione per quanto attiene alla possibilità di chiarire i propri dubbi. Fortunatamente rimane costruttivo il rapporto personale con i tutor (il 70% lo valuta buono e molto buono) e nessuno ha un giudizio del tutto negativo sul rapporto instaurato con gli alunni più grandi. Anche il momento dello studio viene giudicato proficuo.

Rispetto agli scorsi anni si assiste a un peggioramento sia nei rapporti con i tutor sia nella percezione di quanto è stato fatto.

L’ultima parte del questionario è relativa alla valutazione dell’organizzazione, dei metodi usati e in generale sul corso seguito.  Per quanto riguarda l’aspetto dell’organizzazione (v. fig. 5) anche in questo caso non sono emersi giudizi né negativi né positivi. Gli studenti si sono divisi a metà tra chi considera soddisfacente sede, tempistica (orari, periodo, durata) e chi invece dà un giudizio appena sufficiente quando non negativo.

Mentre per l’aspetto metodologico viene apprezzato il lavoro di gruppo (il 60% lo giudica positivamente) e un po’ meno la discussione guidata (il 37% la ritiene appena sufficiente) (v. fig.6), anche in questo caso si assiste a un peggioramento del giudizio rispetto ai test precedenti.

 Il giudizio complessivo che viene dato alla fine del corso è in linea con quanto espresso finora. Gli alunni si dividono esattamente a metà tra chi si considera soddisfatto (molto o abbastanza) e chi invece non lo è (v.fig.7), va però segnalato che nessun alunno dà un giudizio completamente negativo.

L’ultimo punto riguarda la soddisfazione rispetto al miglioramento del proprio metodo di studio (v. fig.8). Anche in questo caso non solo mancano totalmente giudizi negati ma la maggior parte (il 60%) è più che soddisfatta del corso.

 

Roma 25 maggio 2017

Anna Laura Cesarano

Docente I.C. Publio Vibio Mariano