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Protocollo di Valutazione

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Premessa normativa e teorica

Il Protocollo di valutazione ​dell’Istituto comprensivo P. Vibio Mariano, aggiornato secondo la normativa più recente e deliberato dal Collegio dei docenti, si pone l’obiettivo di fornire agli alunni dell’Istituto e alle loro famiglie uno strumento di lettura chiaro ed efficace sui nostri processi interni di valutazione.

Il DPR 122 del 2009 invitava le scuole a garantire agli alunni una valutazione “trasparente e tempestiva”, mentre il recente D.Lgs 62 del 2017 stabilisce che “La valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e formazione, ha finalità formativa ed educativa e concorre al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo degli stessi, documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze”. Sempre nel Decreto si legge che “La valutazione è coerente con l’offerta formativa delle istituzioni scolastiche, con la personalizzazione dei percorsi e con le Indicazioni Nazionali per il curricolo e le Linee guida di cui ai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, n. 88 e n. 89; è effettuata dai docenti nell’esercizio della propria autonomia professionale, in conformità con i criteri e le modalità definiti dal collegio dei docenti e inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa”.

La norma definisce anche contenuti e criteri relativi alla valutazione del comportamento: “​La valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche ne costituiscono i riferimenti essenziali”.

Contenuti e Sommario del Protocollo

Il presente Protocollo si divide in varie sezioni:  una prima parte (pp. 1 – 36) in cui sono pubblicate le griglie di valutazione per disciplina e per tutti gli ordini di scuola (Infanzia, Primaria, e Secondaria di primo grado). Una griglia a parte concerne la materia alternativa all’insegnamento della religione cattolica. Si richiama l’attenzione sul fatto che mentre per la scuola dell’Infanzia le competenze acquisite, relative a vari campi di esperienza, sono espresse tramite un livello (maturo, adeguato, essenziale, guidato), la valutazione per le discipline della scuola primaria e secondaria fa riferimento ai traguardi di competenza previsti dalle Indicazioni nazionali (2012), ed è indicata con un voto numerico su scala decimale. La valutazione relativa all’insegnamento della religione cattolica o alla materia alternativa per gli alunni le cui famiglie scelgono di non avvalersene, è espressa invece tramite giudizio (ottimo, distinto, buono, sufficiente, insufficiente).

Prima Sezione

griglie valutazione globali

 

La seconda sezione (pp. 1 – 4) riguarda il comportamento, il cui giudizio sintetico, espresso per ciascun alunno in sede di scrutinio dal Consiglio di classe o dal Team docente, fa riferimento all’area delle competenze personali e sociali e prevede sei livelli (ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente, non sufficiente). Si è deciso di valutare il comportamento dell’alunno sulla base di tre Indicatori, collocati nelle due macro-aree delle competenze personali e sociali e declinati, lungo l’intero percorso dei tre segmenti di scuola, con descrittori in grado di poter esplicitare modi e livelli di articolazione dei comportamenti in oggetto. Il voto relativo al comportamento scolastico di un alunno è da considerarsi dunque un vero e proprio messaggio pedagogico che, seppur in modo diverso col progredire dell’età e del percorso d’apprendimento, ha come interlocutore anche, ovviamente, la famiglia d’appartenenza. Questa specifica valutazione è infatti finalizzata a stimolare la correttezza degli atteggiamenti, la partecipazione al dialogo educativo, l’insorgere ed il rafforzarsi di una progressiva consapevolezza sociale, e a contenere e limitare ogni forma di frammentazione del percorso scolastico annuale. Appare chiaro, quindi, che la valutazione del comportamento ha, sempre ed imprescindibilmente, un valore educativo. La definizione del giudizio sul comportamento tiene conto anche di quanto prevede il nostro Regolamento di istituto e il Patto educativo di corresponsabilità, documenti approvati dagli Organi collegiali e condivisi con le famiglie dei nostri iscritti.

Seconda Sezione

comportamento infanzia primaria medie

La terza parte del documento (pp. 1 – 3) contiene i Giudizi globali, reintrodotti dal D.Lgs del 2017. Tali giudizi, calibrati in base alle esigenze della scuola primaria e secondaria, descrivono i progressi nello sviluppo culturale, personale e sociale, nonché il livello globale di sviluppo degli apprendimenti di ciascun alunno; vengono stabiliti a livello collegiale in sede di scrutinio, come il giudizio relativo al comportamento, e riportati nelle pagelle del I e del II quadrimestre.

Terza Sezione

giudizio globale primaria e medie

 

La quarta e ultima parte (pp. 1 – 9)  riguarda le deroghe al tetto massimo di assenze consentite,  i criteri per stabilire i voti all’ammissione dell’esame di Stato e i criteri per la NON ammissione alla classe successiva nella scuola primaria e secondaria.

                 Quarta Sezione 

criteri ammissione esame di stato

 

Naturalmente le indicazioni e le valutazioni presenti in questo documento non potranno essere applicate in presenza di alunni con BES o con particolari certificazioni, per i quali, come da indicazioni normative, si farà riferimento al PEI o al PDP.